Damon Lindelof è stato recentemente intervistato da AMC riguardo ai suoi tre progetti attualmente in corso, ovvero il film di Star Trek, Lost e l’adattamento della saga di Stephen King La Torre Nera. Di seguito, le sue parole a riguardo di Lost:
D: Quando arriva Lost, sembri molto desideroso di rispondere alle domande del pubblico su quello che vogliamo vedere. Perché?
R: Stiamo scrivendo uno show televisivo che si suppone essere indirizzato alle masse. Nello stesso modo in cui un gladiatore nell’antica Roma viveva o moriva in base al fatto che divertisse o meno il pubblico, noi pensiamo che una risposta a botta calda, dito su o dito giù sia importante per noi. Più importante, la maggioranza degli scrittori di Lost sono fan. C’è un effetto a catena quando diciamo “Nikki e Paolo non stanno lavorando. Non ci piacciono, al pubblico non piacciono”. Mentre il pubblico inizia a lamentarsi di Nikki e Paolo, noi abbiamo già scritto una parte in cui muoiono prematuramente.
D: E’ difficile cambiare il corso degli eventi nel mezzo, quando la gran parte della serie è stata già decisa dall’inizio?
R: La leggenda dice questo perché ci sono delle cose che abbiamo programmato che dobbiamo pagare. Ma ci sono spazi di movimento nei termini di come i personaggi si muovono in questa storia. Nella nostra testa, Mr Eko doveva essere un personaggio che si scopriva meglio all’incirca alla fine dello show, ma siccome Adewale Akinnuoye-Agbaje era così infelice di essere nella serie, abbiamo dovuto dire “Va bene, la vita prima di tutto. A chi altro potevamo far dire la storia? Potevamo re-inventare Locke perché fosse lui, o potevano far diventare Benjamin Linus un po’ di più di un uomo di fede?” Adatti i personaggi man mano che vai avanti.






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